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Piancavallo

ITINERARI > Friuli V.Giulia

Il Piancavallo


Mappa


Arrivando da Conegliano si imbocca la strada provinciale pedemontana che, passando per Caneva, conduce verso Aviano, giunti in località Polcenigo, si può parcheggiare l'auto nel pressi del cimitero del paese di Coltura di Sotto che si incontra sulla sinistra, all'inizio dell'abitato.

Si prende ora la stradina parallela alla provinciale pedemontana che porta, passando per Coltura di Sopra, a Gorgazzo e lasciata la chiesa sulla destra, si percorre quindi una serie di stradine attraverso i paesi mantenendosi sempre paralleli alla provinciale.
Dopo 1,4 km ad un primo bivio si gira a sinistra, seguendo le indicazioni per Mezzomonte, e al secondo al km l ,7, si tiene invece la destra sempre per Mezzomonte, proseguendo ancora su asfalto.
AI km l ,9 si abbandona invece l'asfalto che riporterebbe sulla provinciale e si imbocca a sinistra la via Mezzomonte, sterrata e in stato di abbandono, dato che ne è stata asfaltata un' altra più a ovest.
All' imbocco un cartello vieta Il transito alle moto, il fondo è ghiaioso e si pedala in ripida salita sulla costa sud della montagna.
Si prosegue sempre in salita, in parte sotto il bosco e in parte allo scoperto su di un fondo sempre ben pedalabile.
AI km 54 all' altezza di un tornante si lascia sulla destra una stradina che scende verso Budoia.
AI Km 6,8, dopo aver lasciato sulla destra un capitello in pietra dedicato a S. Antonio, si giunge al paesino di Mezzomonte che si attraversa tutto in direzione sud-ovest.
Una sosta nella piccola piazza davanti alla chiesa permetterà di osservare un curioso campanile e di fare rifornimento di acqua, dato che la prossima salita sarà lunga.
Quasi alla fine del paese all'altezza di un capitello si imbocca sulla destra una vecchia strada erbosa (vicolo Tonon), che dopo un breve tratto immette all'altezza di un tornante, su di una strada asfaltata da poco, che sale dal cimitero la si imbocca in salita e si inizia a procedere ripidamente lasciando al km 79 una strada a destra, chiusa da una sbarra, La vista verso sud-est si allarga sempre di più e l'asfalto, che prosegue per circa 4 km dopo Mezzomonte, aiuta a superare alcuni tratti a forte pendenza.
AI km l 0,3 si entra nel bosco e subito dopo si supera una sbarra: la strada si restringe e il fondo, divenuto sterrato e a tratti roccioso, costringe a qualche breve pezzo a piedi.
AI km l 4, a quota l1lO metri, si incontra all'altezza di un tornante, una stradina sulla destra che conduce alla Casera VaI di Lama, si sale ancora, e ora la salita incomincia a farsi decisamente sentire: un breve tratto in mezzo ad una macchia boscosa con pendenza attenuata permette di riprendere fato mentre, al km l 5,8, un altro tratto di 200 metri, questa volta cementato, consente di superare una durissima rampa.
AI km l 6.5, dopo aver passato una sbarra, si sbuca finalmente sulla strada pedemontana che collega il Cansiglio con il Cavallo, nei pressi dei ruderi delle casere Prà del Biser a quota l 36 l metri, si gira a destra e si continua a salire ma ora su fondo decisamente buono in terra battuta e con pendenza mite, dopo poco si lascia a sinistra, all'altezza di una baracca, la strada che conduce al Col delle Tiede e si prosegue dritto in salita sulla strada principale in un ambiente carsico rallegrato però da parecchie macchie boscose.
AI km l 9.2, dopo aver attraversato due costoni rocciosi, si raggiunge finalmente la quota massima del nostro itinerario (l550 m) e si inizia con piacere a discendere.
Solo un po' di attenzione perchè è facile incontrare cavalli al pascolo.
All' altezza del primo tornante destrorso, si può scorgere sulla destra la Casera della Valle Friz. Dopo un ultimo breve tratto in salita, alla fine del muretto di protezione in cemento, ci si può fermare per ammirare, tempo permettendo, lo stupendo panorama che si apre a sud e a est.
Si possono vedere, subito sotto di noi, i paesi di Dardago e Budoia e il torrente Artugna che li attraversa.
Più in là Aviano e poi via via fino al Tagliamento: nei giorni molto limpidi si riesce a scorgere il golfo di Trieste e la Costa Istriana.
A questo punto la salita è veramente finita e si prosegue quindi sempre sulla strada principale, su fondo sassoso e roccioso che impedisce di mantenere una velocità sostenuta.
Lasciata al km 2 l .7 una strada sulla destra che si ricollega con la principale dopo la Casera Campo, al km 25,3 si incontra l'asfalto: subito dopo, una strada sterrata che si stacca sulla sinistra consentirebbe di raggiungere con una ripida salita a tornanti, in circa l 5 minuti, il Piancavallo, se il fiato lo permette.
L'itinerario prosegue invece sulla principale asfaltata incontrando un successivo bivio dove si prosegue dritto con indicazione "Baracca del Sauc". la strada che proviene da sinistra condurrebbe ancora al Piancavallo e se si è fatta la deviazione indicata sopra ci si ricongiunge qui col percorso principale.
Continuando in falsopiano si giunge in breve nei pressi della Baracca del Sauc, una piccola e caratteristica trattoria dove si possono gustare degli ottimi piatti tipici friulani, l'itinerario, lasciata sulla destra la stradina asfaltata che conduce alla trattoria, prosegue invece lungo il largo stradone sterrato in direzione sudovest.
Raggiunto velocemente il primo tornante sinistrorso, la strada si restringe e si lascia sulla destra una piccola baracca, adibita d'estate a posto di ristoro, la ripida discesa permette, con numerosi tornanti, di perdere rapidamente quota anche se, a causa del fondo, la velocità deve rimanere sempre notevolmente ridotta.
Costeggiata al km 29.2 la fonte Tarabin, all'altezza di un successivo tornante destrorso che costeggia un costone roccioso, ci si può fermare per far riposare le braccia; sporgendosi dal muretto di protezione si può scorgere al di sotto il torrente Cunaz che scorre incassato tra le pareti rocciose.
AI km 35.7 si prosegue dritto in discesa su sterrato lasciando una mulattiera che si stacca a destra e dopo 200 metri inizia l'asfalto, fiancheggiato quindi il Ristorante Belvedere, si scende velocemente su asfalto e si arriva al km 394, al paese di Dardago, attraversato il paese, ci si tiene sulla destra subito dopo la chiesa seguendo le indicazioni per Budoia e, una volta sbucati sulla provinciale pedemontana, si gira a destra verso Polcenigo.
Appena entrati in località Polcenigo, una deviazione sulla destra in direzione Gorgazzo riporta al quadrivio incontrato all'andata.
Prima di ripercorrere l'ultimo chilometro che conduce al punto dove abbiamo lasciato la macchina, vale la pena di compiere una piccola deviazione che permetterà di visitare le Sorgenti del Gorgazzo: un piccolo laghetto in mezzo alle rocce sotto il quale si allunga un pozzo che scende alla profondità di 90 metri.

Tratto da " Bici da Montagna" autore del testo Carlo Turchetto


Informazioni logistiche

Luogo di partenza: Polcenigo

Lunghezza: Km. 45

Dislivello: mt. 1520

Quota massima: mt. 1550

Tempo di percorrenza: h. 5.15

Grado di difficoltà: impegnativo

Cartografia: LagirAlpina 1:25.000 n°1 Colnudo-Cavallo


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