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Le Malghe

ITINERARI > Veneto

Il giro delle malghe


Mappa


Per raggiungere il punto di partenza dell'itinerario si percorre la SS 355 da Santo Stefano di Cadore a Sappada e, nei pressi dell'Osteria alle Alpi, la si abbandona per seguire a sinistra la strada che corre sul fondo della Val Visdende, in direzione nord, fino alla località Pramarino.

Parcheggiata quindi l'auto nei pressi della Locanda Alpina, inforchiamo la mountain bike e iniziamo a salire verso nord, lungo una strada asfaltata vietata al transito delle auto che, dopo 100 metri, continuando dritto nei pressi di un bivio, presenta indicazioni per Malga Campobon e Malga Dignas, lasciando a sinistra la deviazione per Pra della Fratta.
Attraversata una zona cosparsa di malghe, fiancheggiamo a sinistra, al km 0.34, una bella fontana e quindi ci inoltriamo in una corona di montagne, salendo in modo quasi impercettibile.
Lasciata a destra, al km 1.06, una sterrata che porterebbe a Malga Manzon, ciclabile solo nel primo tratto, si apre davanti a noi la cresta che chiude la Val Visdende, confine con l'Austria, in cui ogni cima porta curiosamente il nome della malga sottostante.
A mano a mano che avanziamo, la pendenza aumenta e ci immergiamo in un bel bosco di aghifoglie, col torrente sulla destra non sempre visibile.
Più avanti l'asfalto peggiora e dal km 2.40, lasciata a destra una forestale sterrata che riporterebbe al punto di partenza, la pendenza aumenta notevolmente.
Passato al km 2.89 un ponte, la strada diventa sterrata, continuando a salire abbastanza ripidamente, e subito dopo raggiungiamo un bivio, dove teniamo la destra seguendo le indicazioni per la Malga Dignas, Cima Palombino e Malga Campobon, con segnavia 170.
Quest'ultimo identifica il Sentiero delle Malghe che percorreremo per intero, il fondo asfaltato si ripresenta quando la pendenza aumenta per tornare poi ancora sterrato quando diminuisce, mentre saliamo sempre completamente coperti dall'ombra del bosco.
Al termine di una rampa, un falsopiano precede un tratto ghiaioso, anche se ben pedalabile.
Il torrente è ormai molto più in basso sulla destra e il bosco a tratti inizia a diradarsi.
Nuovamente con fondo asfaltato dal km 4.73, superiamo una serie di ravvicinati tornanti, completamente allo scoperto, che ci consentono di arrivare nei pressi della prima delle sette malghe che fiancheggeremo, la Malga Dignas (km 5.40).
La lasciamo a sinistra e proseguiamo dritto per Malga Campobon (segnavia n. 170), compiendo altri tornanti, sempre su fondo asfaltato.
Dopo un tornante sinistrorso ci portiamo ancora sotto la vegetazione per un breve tratto, mentre al km 6.12 il fondo diviene nuovamente sterrato.
La valle intanto si è aperta e la vegetazione notevolmente diradata.
Dopo aver superato un colatoio (km 6.37), incontriamo ancora un tratto asfaltato e da qui la pendenza è decisamente mitigata.
L'asfalto finisce al km 6.48 e subito dopo lasciamo a sinistra una secondaria con indicazioni per Sentieri del Boscaiolo, che condurrebbe alla vicina Forcella Dignas, che segna il confine con l'Austria, e proseguiamo per la Malga Campobon (segnavia 170).
Pedalando ora completamente allo scoperto, ci dirigiamo verso la Malga Campobon, che vediamo in distanza e che raggiungiamo al km 8.01, dopo aver superato, aiutati dal fondo, tornato per un tratto asfaltato, una dura rampa.
Lasciata la malga alle spalle, continuiamo in costa, in leggera salita, in direzione della Malga Cecido, con bella vista, partendo da destra verso la Forcella Dignas, raggiungibile in mtb, da cui spunta il Monte Cavallino e poi il Palombino, quello che si erge sullo sfondo, la Croda Longherin a cui segue lo Schiaron totalmente erboso, e la piana della Gaserà Razzo.
Raggiunto un culmine (km 8.16), la strada prosegue in falsopiano, seguendo la costa della montagna che si alza sulla nostra sinistra.
Con una serie di saliscendi, che costringono a cambiare ripetutamente rapporto, e una bella vista a volo d'uccello sulla Val Visdende e la conca prativa di Pramarino da dove siamo partiti, raggiungiamo, al km 10.02, anche la Malga Cecido.
Lasciata la malga alle spalle, proseguiamo sempre in costa, con segnavia 170, per la Malga Manzon.
Un primo tratto pianeggiante, una successiva discesa, un nuovo falsopiano e un'altra discesa ci portano, dopo aver attraversato una serie di ruscelli che calano dalla nostra sinistra, a fiancheggiare la Malga Manzon, che resta sulla nostra destra, raggiungibile compiendo un tornante destrorso.
Noi invece proseguiamo dritto, imboccando un sentiero con indicazioni, purtroppo rotte, per la Malga Antola.
Questo, dapprima stretto ed esposto, si allarga e scende fino al km 13.02, da dove riprende a salire con vista frontale sulla cima, un po' tozza, del Monte Peralba, da cui nasce il Piave.
L'andamento del sentiero, che corre immerso nella vegetazione, composta quasi esclusivamente di sempreverdi, è molto discontinuo: in salita, ma alternata da alcune contropendenze, fino al km 14.15, e poi in saliscendi, con bruschi cambi che alternano dure rampe a ripide discese.
Usciti del tutto dalla vegetazione, arriviamo al km 15.13 a una biforcazione, dove lasciamo a destra la deviazione che scenderebbe alla Malga Le Drottelle e a Costa d'Antola, e continuiamo a salire su di uno stradello.
Proprio sopra di noi possiamo scorgere la croce che sorge sulla cima del Van de Comun.
Dopo un nuovo tratto in saliscendi, puntiamo in discesa nuovamente su stretto sentiero, per riprendere poi a salire, superando alcune ostiche rampe.
Quella che percorriamo dal km 16.36, ancora in salita, è, come larghezza, quasi una sterrata a fondo erboso e porta in breve alla Malga Chiastelin (km 17.27), posta in posizione davvero panoramica sull'omonimo colle.
Sulla destra, davanti alla malga, si staccherebbe una strada sterrata che consentirebbe, a chi fosse già stanco, di scendere velocemente in località Pramarino, al punto di partenza in Val Visdende, mentre l'itinerario continua dritto in saliscendi su un sentierino.
Davanti a noi si staglia, in primo piano, il Monte Peralba, che ora sembra quasi di poter toccare allungando una mano.
Dopo una netta discesa, riprendiamo a salire abbastanza faticosamente, alternando numerose contropendenze e attraversando ancora parecchi corsi d'acqua.
Al km 18.83 la salita si mitiga e, superato successivamente un fresco torrentello su un ponte in legno, il fondo diviene decisamente più tecnico e raggiungiamo, al km 19.15, un culmine che segna la fine delle fatiche.
Poco dopo infatti puntiamo, definitivamente in discesa, su un fondo ripido e decisamente ghiaioso.
Compiuto quindi un tornante destrorso, sbuchiamo su di una strada sterrata (km 20.37), che a destra porterebbe a vista alla Malga Antola, e che noi invece seguiamo in discesa con indicazioni per la Malga Chivion, immergendoci nel bosco, sempre con segnavia 170.
Un paio di ponti precedono una netta discesa su fondo a tratti sassoso ed erboso; poi risaliamo per un breve tratto e, trovato un fondo decisamente più scorrevole, riprendiamo a scendere fino a raggiungere, al km 23.07, la Malga Chivione, l'ultima della serie.
Attraversato il cortile, proseguiamo dritto fino a sbucare su di una strada sterrata all'altezza di un suo tornante.
Seguita a sinistra porterebbe al Monte Peralba e al Passo dell'Oregone, mentre noi la imbocchiamo a destra in discesa.
Il fondo, all'inizio un po' rovinato, diventa poi molto scorrevole e la strada si avvita con una serie di ravvicinati tornanti sotto al bosco.
Un tornante destrorso al km 24.20 precede una lunga traversata in discesa veloce, e poi caliamo nuovamente a tornanti arrivando, al km 27.07, in un quadrivio immerso in un magnifico bosco di abeti e pini, dove seguiamo la strada di sinistra. Cosi facendo, sbuchiamo, poco dopo, in un meraviglioso prato, raggiungendo in breve un'area di malghe, che lasciamo sulla sinistra, immettendoci quindi, continuando dritto in leggerissima discesa sotto al bosco, su di una strada più importante proveniente dalla nostra sinistra.
Superato al km 27.96 un ponte, continuiamo sulla sinistra su fondo asfaltato arrivando in breve alla Locanda Stella Alpina da Plenta (km 28.19), ottimo punto di ristoro.
Proseguiamo su asfalto, dapprima in leggerissima discesa, che poi si fa, a mano a mano che avanziamo, sempre più ripida.
Superato il ponte delle Strette (km 29.20), corriamo col torrente sulla nostra destra, mentre la discesa si annulla e sbuchiamo quindi al km 30.38 su di una strada asfaltata che seguiamo a destra in direzione della chiesetta Alpina, riprendendo a salire.
Superato un altro lungo ponte da cui, volgendo lo sguardo in alto a destra, si può individuare l'intero giro fatto, la strada inizia a salire e lasciata sulla sinistra una chiesa, in una zona punteggiata di malghe, la strada poco dopo spiana, per raggiungere la locanda Alpina in località Pramarino.

Tratto da Bici da Montagna Autore Carlo Turchetto


Informazioni logistiche

Luogo di partenza: Casera Pramarino BL

Lunghezza: Km. 31

Dislivello: mt. 1024

Quota massima: mt. 2021

Tempo di percorrenza: h. 3.30

Grado di difficoltà: Impegnativo

Cartografia: Tabacco 1:25.000 n°01 Sappada-Val Visdende



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